Ottobre 23, 2009
“un’oasi a misura di città, una città a misura di oasi”
Workshop vuole essere un brainstorming per far emergere riflessioni e stimoli sul progetto DELL’AMPLIAMENTO DELL’OASI NATURALISTICA AD OSTIA PONENTE, e definire meglio la complessità delle relazioni tra ambiti urbani e ambiti naturali.
Workshop si terrà il 6 novembre 2009, ore 9.00-13.00, presso la sede del CHM Centro Habitat Mediterraneo via Carlo Avegno parcheggio Porto Turistico di Roma
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Settembre 6, 2009

…Le AREE MARGINE si impossessano di un VALORE POSITIVO: rappresentano un territorio da esplorare ricongiunzioni di esperienze percettive che ci legano alla corporeità, di luoghi dove l’immaginazione può spaziare liberamente, come rivendicava lo scrittore Julien Gracq, che andava a definire i luoghi di margine come identificativi di quel paesaggio limite, che non era un condizione negativa, ma esprimeva un non confine da oltrepassare “per aprirsi a contenuti semantici latenti come mediazione, connessione e opportunità“… “I paesaggi del limite” possono essere “spazi di sogno e di libero vagabondaggio“, come per Gracq, o luoghi dove l’immagine, re-inventandone gli spazi, precede la funzione come per Augè. Spazi limite che Kevin Lynck definisce quegli spazi di transizione – dove “ci si sente in due territori contemporaneamente, con la possibilità di entrare nell’uno o nell’altro a scelta, o spazio di riflessione, adatto alle soste e alle conversazioni“. Pietropaoloanella 08
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Settembre 4, 2008
Dopo aver definito le aree di azione si sono focalizzati gli obiettivi in un confronto prima con il progetto HORTUS che insiste sull’area e poi con i soggetti locali interessati.

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MODUS OPERANDI, Ostia | Messo il tag: Ostia, Ostiaproject, partecipazione, Roma, XIII Municipio |
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Pubblicato da ostiaproject
Settembre 4, 2008
l’attuale configurazione dell’area di Ostia Ponente – considerata ‘degradata’ da amministratori e cittadini, è l’esito di una lunga ed eterogenea catena di trasformazioni (non necessariamente solo fisiche) che si sono succedute nel corso dei decenni. Una possibile strada per capire le cause alla base della attuale condizione di questo territorio è quella di decostruire il processo che l’ha generata, ovvero effettuare un viaggio a ritroso nello spazio e nel tempo, cercando di registrare le tracce lasciate dai molteplici attori riconosciuti come protagonisti di queste trasformazioni.
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Pubblicato da ostiaproject
Settembre 2, 2008

Cordinamento: Studio Waterdesign [Arch. Paolo Anella, Arch. Alessia Cerqua, Arch. Federica Giuliani] in collaborazione con la Texas A&M University – Dept of Architecture (Arch. Peter T. Lang), libreria Almayer, LIPU- Centro Habitat Mediterraneo – sezione di Ostia.
Fotografie: Samuel Gratacap, Alessia Cerqua.
link alle foto dell’incontro
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MODUS OPERANDI, Ostia | Messo il tag: area margine, HORTUS, Ostia Ponente, progettazione partecipata |
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Pubblicato da ostiaproject
Settembre 2, 2008
….”Il teatro Fara Nume è ospitato da circa 6 anni all’interno della struttura del Centro di formazione professionale P.P. Pasolini (…) La zona di progetto da un punto di vista ambientale è stata “riqualificata” dal porto turistico con un miglioramento indotto dell’intorno, come la fruibilità del Lungomare fino ad allora interdetta agli abitanti a causa del degrado imperante, ma in realtà l’azione è minima perché il porto è una isola chiusa in sé stessa, che accoglie e fagocita più che espandersi all’esterno.” …..”C’è molto spaccio”……
….”Nell’Associazione “Tevere Nuovo” fra i lavoratori c’è anche una frangia di anziani pescatori, circa 15-16”……
…….”Il Quartiere è estremamente popolare, costruito intorno agli anni ’70 dall’impresa Caltagirone con l’idea di farne un quartiere borghese medio-alto. Ma le case sono state occupate ed il Comune ha deciso di acquisirle e di trasformarle in alloggi popolari.”……
……”E’ una comunità dove tutti si conoscono, chiunque sa cosa fa l’altro e quando hanno incendiato il teatro la prima preoccupazione degli abitanti è stata quella di interrogare i “bulletti” del quartiere per accertarsi della loro innocenza.E’ un posto di frontiera, abbandonato dalle istituzioni, una terra di nessuno. La sera non c’è un autobus che passi”..…”Molte delle famiglie insediate appartengono a comunità immigrate: arabi, rumeni, polacchi”….. Dopo lo sgombero delle aree si dovevano costruire le banchine e procedere all’utilizzo del tratto dei parte dei pescatori, degli anziani e di Marescuola. Il progetto prevedeva la realizzazione di una banchina con posti barca affittabili di circa 12 mt ciascuno; questo permetteva anche ai piccoli pescatori e ai pensionati di continuare a svolgere un minimo di attività.In realtà non è stato realizzato né il parco, né sono stati concessi i 600 mt per attività socaili, perché i proprietari si sono affittati le aree, comprese quelle destinate a finalità sociali, anche a gente di Fiumicino che ha “fiutato” l’affare” … 
……”L’Istituto scolastico fa molto per il territorio: rimane aperto nelle ore serali, facendo corsi di italiano per stranieri, aprendo il centro sportivo ed il CDE Ma fuori è il far west”… ”Il problema grave è la disoccupazione. Il porto ha portato solo impieghi di basso reddito e a mezza stagione” …… ”Fino a 10 anni fa c’erano pochissimi natanti” … 
… ”Ci vorrebbe una pista ciclabile. Il Parco di via Martinica è molto frequentato dalle famiglie, è gradevole e comunque è un’area verde all’interno del quartiere nonostante alcuni difetti di progettazione” …
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Pubblicato da ostiaproject